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L’evoluzione della musica per bambini

Oggi vorrei parlarti di musica.
Sicuramente ti sarai accorta che la musica per bambini è cambiata moltissimo nel corso degli anni.

Quando, ad esempio, io avevo 6, 7 ma anche 8 anni, ascoltavo le canzoni dei cartoni animati e quelle dello zecchino d’oro.
Ricordo che avevo le cassette e le ascoltavo sia a casa sia in giro con il walkman.
Successivamente, a 9/10 anni circa, ho iniziato ad ascoltare anche i Backstreet boys e le Spice girl, per poi crescere con la musica pop di allora. 

Adesso è tutto diverso, tutto è cambiato.

È normale e fisiologico che anche le canzoni siano cambiate.

È cambiata però anche l’età in cui si ascoltano le canzoni costruite per i bambini e le canzoni dei grandi.

Le canzoni dei bambini sono principalmente le stesse degli anni 90/2000, in 20 anni sono arrivate pochissime nuove canzoni, ma ciò che è cambiato tantissimo è l’età dei bambini che ascoltano queste canzoni.

Se ai miei tempi le ascoltavano i bambini fino ai 7/8 anni, ora le ascoltano i bambini fino i 4/5 anni.
Dai 6 anni in su, talvolta anche più piccoli, ascoltano le canzoni commerciali degli adulti che si trovano in radio o in internet.

E quindi le canzoni come “il coccodrillo come fa” e “il ballo del qua qua” sono ascoltate soltanto dai piccolissimi di 2 e 3 anni, già a 4 anni il coccodrillo è una canzone lenta.

È un cambiamento sociologico.

Tutta la società si è modificata e i bambini hanno subito anch’essi il cambiamento.
È infatti un argomento molto più ampio e di cui si andrebbe avanti a parlarne per ore, ciò che posso dirti con certezza e in maniera molto veloce è che l’infanzia vera in cui il bambino fa cose da bambino si è accorciata tantissimo.

Se i maschietti giocano per più tempo e più a lungo, le bambine, invece, già a 8 anni iniziano a non voler più i giocattoli e a preferire altre cose come il cellulare, il tablet, la musica e i vestiti.
Le bambole, le costruzioni e i giochi da tavolo sono ormai quasi completamente superati.
Infatti già a 8/9 anni, soprattutto le bambine, vorrebbero fare cose da adolescenti, come uscire con i ragazzi o andare a ballare.

In tutto questo è naturale che anche l’ascolto della musica è cambiato, infatti non si ascolta più la musica dello zecchino d’oro o dei cartoni animati, ma la musica dei telefilm americani e spagnoli o direttamente di artisti italiani e internazionali.

È naturale che in tutto questo cambiamento e per stare al passo con i tempi, anche io devo tenermi continuamente aggiornata, portando alle feste sempre le hit del momento.

Nonostante, ti posso assicurare, non sia facile stare al passo questo cambiamento.

Perché anche le canzoni più popolari per le singole fasce d’età si sono modificate molto nel corso degli ultimi 5 anni.

Fino a qualche anno fa andava di moda il Mondo di Patty e quindi il mio caro Ipod era pieno delle sue canzoni poiché ascoltate da tutte le bambine tra i 6 e i 10 anni, col tempo le canzoni si sono modificate passando a Violetta, Maggie e Bianca, e successivamente ad Ariana Grande, Justin Bieber, Enrique Iglesias, Fedez e Rovazzi.

Le canzoni vanno e vengono, ci sono canzoni del passato che ritornano di moda e che i bambini ascoltano volentieri (come i Queen e Madonna) e ci sono canzoni appena uscite sul mercato che diventano subito hit e che i bambini conoscono a memoria.

Tra le tante canzoni però, ce ne sono alcune che personalmente non trovo minimamente adatte ai bambini.

Ci sono canzoni infatti che dicono parolacce, parlano di sesso, droga e altre cose con cui i bambini non dovrebbero entrare in contatto.
Sono canzoni che inizialmente mi rifiutavo di scaricare e tenere all’interno del mio Ipod.
Poiché ovviamente non le ritenevo adatte ai bambini.
Ma che, date le insistenti richieste dei miei piccoli clienti, ho dovuto inserirle all’interno del mio dispositivo.

Ho quindi deciso di fare una cosa.

Sono fortemente convinta che tante canzoni ascoltate oggi dai bambini non siano educative, ciò nonostante non sono io che devo scegliere se il bambino può o non può ascoltare una determinata canzone.
Ognuno ha i propri genitori che svolgono, tra e altre cose, anche questo ruolo.

Di conseguenza ho deciso di inserire nel mio Ipod tutte le canzoni più famose e più ascoltate negli ultimi anni, anche quelle con le parolacce o che trattano argomenti poco politicamente corretti.

Ho creato però diverse playlist.
All’interno del mio piccolo dispositivo ho infatti tante cartelle divise per argomento e per fascia d’età, ognuna con all’interno tante canzoni.

Te ne illustro qualcuna: 

– La playlist 3-4 anni, ha all’interno alcuni brani di Cristina D’Avena, come “44 gatti”, “Calimero”, “i Puffi”, i brani del Coro dell’Antoniano, come “Amici per la pelle”, “le tagliatelle di nonna Pina” e “la sveglia birichina”, e canzoni di film Disney, come “Let it go”, “la bella e la bestia” e “Oltre l’orizzonte”.

– La playlist 4-5-6 anni, che è molto simile alla precedente poiché ha moltissime canzoni di Cristina D’Avena e del coro dell’Antoniano, generalmente più ritmate rispetto alla cartella precedente e poi ci sono alcune canzoni come “Bailando” di Enrique Iglesias, “Barbie Girl” degli Aqua, “Try Everything” di Shakira.

– La playlist dei 7-8 anni è a metà tra le canzoni dei più piccoli e quella dei più grandi.

– La playlist dei 9-10 anni contiene tutte canzoni commerciali “da adulti”.
Quindi possiamo trovare “Happy” di Pharrell Williams, “Last Friday night” di Katy Perry, “El mismo sol” e “Sofia” di Alvaro Soler, “Shape of you” di Ed Sheeran e tantissime altre canzoni.

Ho poi la playlist della baby dance, quella dei balli di gruppo, quella con le colonne sonore Disney, quella di Natale e di Halloween.

Infine, ho creato lei, la cartella con all’interno le canzoni politicamente scorrette.
Le canzoni con all’interno parolacce e che parlano di sesso, droga e altri argomenti che non dovrebbero entrare in contatto con i bambini.

In questo modo tutto è molto più semplice.

Semplice per me, ovviamente, poiché non devo preoccuparmi della mamma a cui non vanno bene le canzoni di questo tipo e della mamma a cui piacciono.
Sono loro a scegliere.

Le canzoni non sono presenti all’interno della normale playlist che inserisco a inizio festa e che farà da sottofondo all’animazione e ai giochi musicali.

Le canzoni sono in una cartella a parte e le faccio ascoltare solo su richiesta dei bambini e con il consenso dei genitori.

Sono i genitori che scelgono se far ascoltare o meno quella determinata canzone.

Non tanto per una questione di responsabilità, quanto perché personalmente non le farei ascoltare a mio figlio e quindi non le avrei nemmeno scaricate.

Ma i bambini le chiedono e, a loro, la mia politica interessa poco, loro vogliono soltanto ascoltare la canzone del momento, quindi io passo la palla al singolo genitore.

È un’accortezza in più che mi piace molto e secondo me può piacere anche alle mamme e ai papà con cui entro in contatto.

È una scelta che ho fatto per stare sia al passo con i tempi sia per seguire quella che è la mia filosofia di vita.

La mia animazione è un’animazione pedagogica

Sono stata la prima in Italia che ha creato con Polvere di Fata la prima agenzia italiana specializzata in animazione pedagogica.

Un metodo che unisce giochi pedagogici, attività creative e sensoriali che non solo intrattengono e fanno divertire i bambini, ma insegnano loro qualcosa del mondo che li circonda e di loro stessi.

E quindi dato che la mia animazione educa, anche gli strumenti che utilizzo educano i bambini.

Musica inclusa.

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Se vuoi scoprire qualcosa in più sulla mia animazione pedagogica

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Oppure

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ti racconterò nel dettaglio come funziona il mio metodo di animazione, faremo quattro chiacchiere e ti offrirò la cioccolata calda più buona di Milano! 😉

Ti aspetto! 

Un abbraccio, 

Chiara

2018-01-23T22:37:15+00:00 gennaio 16th, 2018|Blog|
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